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Stele di Giorgio Galletti in Piazza Virgo Fidelis


GEDC0183La stele della Virgo Fidelis posta nell’omonima piazza in San Damiano di Brugherio e’ stata realizzata dal Maestro Giorgio Galletti. Da notare e’ il calco usato per la realizzazione della stele bronzea che e’ visibile all’interno del cortile adiacente la piazza.

La Piazza Virgo Fidelis

Il quartiere San Damiano, dopo aver perso definitivamente un centro storico a causa delle scriteriate speculazioni edilizie degli anni Sessanta, ha riacquistato in epoche recentissime una piazza degna di questo nome, grazie ad una intuizione alquanto fortunata, che ha dato una vigorosa spinta in avanti al cammino di riqualificazione del paese. L’idea della piazza trova le sue origini nello studio del Piano Regolatore del ’75; gli amministratori di quel periodo notarono che il quartiere di San Damiano, urbanisticamente parlando, non aveva un vero e proprio centro (infatti la piazza IV novembre non era più tale dopo la distruzione degli anni sessanta, avvenuta quasi contemporaneamente alla demolizione della “villa di delizia” Benaglia-Viganoni).

Per rimediare a questa mancanza la giunta di sinistra allora in carica, l’Assessore Carlo Fumagalli e il Comitato di quartiere individuarono un’area centrale, nella quale sorgeva un importante edificio di proprietà della Cooperativa di Consumo, l’ex bocciodromo. Questa struttura, a causa della sua estrema vicinanza, era inevitabilmente legata alle sorti del terreno sul quale sarebbe nata la piazza; perciò agli amministratori brugheresi andava il difficile ma entusiasmante compito di riqualificare l’immobile, conferendogli nel contempo una destinazione che ben si accordasse con la nascente piazza. L’allora Parroco don Iginio Maggi, che da sempre credeva che quell’ottagono – ormai in disuso da anni – sarebbe potuto divenire una chiesa per i fedeli di San Damiano, avanzò l’ipotesi di destinare l’ex bocciodromo ad edificio di culto, per dare al paese quella valida struttura religiosa che ancora mancava; nell’intuizione del Parroco vi era la volontà forte di porre al centro del quartiere la croce, simbolo attorno al quale tradizionalmente sorgono e si sviluppano le comunità cristiane.

L’idea di don Iginio incontrò il favore, oltre che della Curia, dell’Amministrazione comunale e così il progetto per il centro di San Damiano ebbe inizio, dando vita ad un’operazione di vasto respiro, che coinvolse e suscitò la partecipazione di tre enti: Comune, Parrocchia e Cooperativa; dopo laboriosi studi e lunghe trattative che videro i preziosi interventi del compianto Edoardo Teruzzi (il quale si adoperò con tenacia per la buona riuscita del progetto, occupandosi soprattutto di mantenere strette le relazioni fra la Cooperativa, la Curia Arcivescovile di Milano e la parrocchia di Sant’Albino e San Damiano) e dell’allora sindaco Andreina Recalcati (alla quale andò il merito di raggiungere l’accordo con il proprietario del terreno, il defunto Giuseppe Paleari, che acconsentì per il bene della comunità alla vendita del suo possedimento), nella seduta del 30 giugno ‘92 il Consiglio comunale approvò definitivamente l’acquisto del terreno destinato a piazza.

La parrocchia, da parte sua, già qualche anno prima aveva acquisito a prezzo favorevole il bocciodromo di proprietà della Cooperativa, dalla quale ricevette anche una cospicua donazione finalizzata alla realizzazione della chiesa; tutto ciò grazie all’ intensa attività del parroco, il quale ottenne dalla Curia anche l’autorizzazione a sottoscrivere per sè e per i suoi successori un atto notarile di vincolo a non modificare la destinazione di “edificio di culto” per la Chiesa di San Damiano. Il Comune, segnatamente nella persona dell’assessore Edoardo Teruzzi, diede successivamente l’incarico di studio e progettazione dell’intero comparto all’architetto Massimo Pellaccini dell’Assostudio di Monza, con cui collaborò il geometra sandamianese Ambrogio Biraghi. Un cenno particolare va dedicato anche alla Cooperativa che nell’occasio- ne dimostrò una spiccatissima sensibilità sociale: il defunto presidente Romano Beretta, credendo sinceramente nel piano di riqualificazione del comparto altrimenti compromesso, si adoperò ostinatamente per promuovere un accordo tra l’amministrazione brugherese e la Parrocchia; tale attività di promozione venne proseguita anche dal suo successore, l’attuale presidente Onorato Acquati, che in tempi recentissimi, con la realizzazione del nuovo parcheggio clienti, che si protende come continuazione ideale ed architettonica della piazza, e della nuova sede della banca, ha contribuito in maniera sostanziale al recupero del centro di San Damiano.

L’iniziale progetto, approvato congiuntamente dal Comune di Brugherio e dalla parrocchia, non vide la sua piena realizzazione, a causa dell’interruzione dei lavori di ristrutturazione del bocciodromo, dovuta a  differenti valutazioni pastorali del nuovo parroco don Tiziano Vimercati e della maggioranza del Consiglio Pastorale. Ciò nonostante, l’iter che avrebbe portato alla realizzazione della piazza non conobbe sosta e nel marzo 1997 presso l’Auditorium della Scuola Media di viale Sant’Anna, l’Assessore ai Lavori Pubblici della Giunta Pavan, Ermenegildo Caimi, presentò ai sandamianesi i progetti per la costruzione della piazza; Caimi in quell’occasione ricordò l’importanza urbanistica dell’opera, che avrebbe trasformato un’arteria stradale densamente trafficata, quale via della Vittoria, nel centro del quartiere ed avrebbe inoltre permesso il collegamento tra vie non comunicanti. L’assessore poi, raccogliendo l’eredità ideale di chi ebbe l’intuizione e si impegnò per la buona riuscita del progetto, continuò il suo discorso auspicando che la piazza diventasse per i cittadini un punto di incontro e aggregazione, nel quale potessero trovare spazio le iniziative di tutti gli enti presenti ed operanti sul territorio.

In seguito, dopo l’apertura del cantiere, i lavori procedettero speditamente, tanto che nel novembre 1998 i sandamianesi poterono ammirare con soddisfazione la loro piazza finalmente ultimata.

Quello che seguì è poi storia recente: nel novembre del ’99 il Sindaco di Brugherio Carlo Cifronti inaugurò ufficialmente la piazza, consegnandola alla cittadinanza; quello stesso giorno si svolse anche la prima edizione di “San Damiano in festa”, manifestazione organizzata dai commercianti e molto sentita dai sandamianesi che da subito l’apprezzarono, premiando così gli sforzi degli organizzatori, negli intenti dei quali vi era la volontà di “restituire” al quartiere quella festa paesana ormai persa da anni.

Un ultimo tassello mancava ancora nella lunga opera di realizzazione della piazza: essa, nonostante l’inaugurazione ufficiale, non aveva ancora un nome; il Comune, dopo aver raccolto i suggerimenti dei cittadini, prese la decisione di dedicare la piazza alla Virgo Fidelis, la Vergine protettrice dell’Arma dei Carabinieri.

Per l’intitolazione gli amministratori comunali, dimostrandosi molto attenti alle sorti della frazione San Damiano, pensarono di organizzare un’altra giornata di festa: nel maggio 2000 si svolse così una pomposa cerimonia, cui partecipò in maniera incisiva l’Arma dei Carabinieri, da sempre molto devota alla sua protettrice.

Quel giorno fu anche l’occasione per la deposizione di una stele in bronzo raffigurante la Virgo Fidelis e donata spontaneamente da alcuni cittadini sandamianesi con un gesto probabilmente suscitato dall’esigenza di porre al centro del paese un chiaro simbolo religioso.

Una menzione particolare va dedicata alla scultura bronzea rappresentante la Virgo Fidelis, il cui pregio artistico non va assolutamente sottovalutato: la  stele è opera di un importante artista brianzolo, il maestro Giorgio Galletti di Muggiò, il quale nella sua lunga carriera può vantare una prestigiosa collaborazione con Francesco Messina (autore del cavallo posto nel Palazzo Rai) e la realizzazione di opere di grande pregio e importanza, quali, ad esempio, il monumento di Papa Giovanni Paolo II nel santuario della Madonna di Czestochowa e un altorilievo in marmo per il Duomo di Monza. La nostra ricostruzione è a questo punto giunta ai giorni nostri, la piazza è ormai conclusa da mesi e sta con vivacità entrando nella vita del paese: lo dimostrano le innumerevoli manifestazioni pubbliche da essa ospitate (i concerti della banda, la festa dei commercianti…..), che coinvolgono con efficaci sinergie tutte gli enti operanti sul territorio (Comune, Cooperativa di Consumo, commercianti, associazioni e cittadini).

Da parte nostra, a distanza di quindici anni dalla prima proposta di costruire un centro per San Damiano, non possiamo far altro che esprimere un giudizio positivo sul progetto e render merito a chi, con invidiabile intelligenza e lungimiranza, intuì che in quello spiazzo antistante al bocciodromo sarebbe potuto nascere qualcosa di grande, che avrebbe portato la riqualificazione del nostro paese, allontanando lo spettro della trasformazione in grigio quartiere-dormitorio e aprendo le prospettive alla rinascita di una frazione viva, parte di una città a misura d’uomo.

La piazza con pianta rettangolare si affaccia sulla centrale via della Vittoria e apre la prospettiva sullo sfondo di un grande edificio in origine destinato alla realizzazione di una chiesa sussidiaria. Sul lato destro, confinante con il parcheggio della Cooperativa, è stata realizzata dai progettisti una fontana, che, per la sua particolare  conformazione, richiama la memoria storica delle rogge di irrigazione che derivavano dal canale Villoresi e dei fontanazzi (questi ultimi in particolare sono ricordati dall’alto getto d’acqua che sgorga da una delle fontane), legati entrambi al lavoro contadino dei nostri antenati.

Sul lato sinistro invece è stata creata una zona verde, piantumata con dei gelsi, che costituiscono un altro richiamo storico, sia alla tradizione lombarda in generale, sia specificamente alle coltivazioni delle nostre campagne, nelle quali queste piante venivano usate per l’alimentazione del baco da seta. Per quanto concerne la pavimentazione, la piazza è stata ricoperta con un manto di mattoncini in cotto, che formano un semplice disegno a riquadri, contornati da fasce di pietra.

L’effetto prospettico verso l’ex bocciodromo è stato poi accentuato dalla realizzazione di un pendenza, che determina un lieve dislivello tra la strada e l’edificio; questo, ci hanno fatto sapere alcuni tecnici, è un “trucco” visivo usato anche nei teatri per dare una maggiore impressione di profondità e lunghezza. Sempre con il medesimo intento di dare una migliore prospettiva a chi volge lo sguardo sull’edificio prospiciente la piazza, l’architetto progettista ha voluto un innalzamento del livello stradale di via della Vittoria; tale modifica ha avuto anche l’effetto secondario di rallentare il traffico e di creare una sorta di estensione della piazza.

Testo tratto dal docuento “La Piazza Virgo Fidelis” di Alessandro Vigano’





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